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Secondo le opinioni del settore condivise da Cogefim negli ultimi anni quello dell’agritech è un settore in espansione destinato a svilupparsi anche in Italia.

In Italia l’agritech è un ecosistema dove operano sia una ventina di startup del settore agricolo, che quelle del food, 18 volte tanto il numero delle prime. Nel comparto si incontrano e si fondono robotica, biotecnologie, energie pulite e agricoltura. Secondo i dati emessi dal Future Food Institute negli Stai Uniti e nei mercati internazionali il fenomeno è in netta crescita: nel 2015 infatti avrebbe raggiunto una cifra record di mercato pari a 4,6 milioni di dollari. Anche se in Italia i numeri sono molto modesti non mancano i primi exploit nel settore. Numerose sono le startup attive nel settore: Horta che fornisce consulenze e si occupa anche del trasferimento di tecnologie nelle filiere, Agroils Technology che lavora sulla coltivazione della jatropha, una pianta latinoamericana e Aerodron, che si occupa del telerilevamento via droni.
Cogefim concorda con l’ opinione del presidente di Anga– Giovani di Confagricoltura secondo cui “ci sono tantissime startup che sono legate al mondo dell’agricoltura, ma non sono propriamente “agricole” né è loro interesse esserlo. È per quello che stiamo spingendo sull’open innovation: l’innovazione aperta che si integra nei campi, non l’agricoltura che cerca di innovarsi da sola”. Continua ancora Maiorano, “diventano agricole tutte le tecniche che ti permettono di ridurre i costi e aumentare la redditività, dai dispositivi per il meteo all’internet of things. Il futuro? Noi pensiamo Big Data. Li usiamo già ovunque, l’agricoltura non dovrebbe fare eccezione”.