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La diminuzione dei consumi interni dei prodotti lattiero-caseari italiani non frena il settore che conquista i mercati esteri.
La nuova sfida per il settore lattiero caseario nazionale, secondo l’analisi di Agrifood Monitor, è la conquista dei mercati esteri, che permettono al settore di aumentare le vendite nonostante la contrazione interna.
Il Made in Italy può vincere questa sfida, soprattutto se si considera che il valore delle esportazioni è raddoppiato negli ultimi dieci anni (+92% dal 2006 al 2016) trainato dai formaggi. Quest’ultimi nel solo 2016 hanno registrato nel mercato estero 2,4 miliardi di euro di vendite, incidendo per l’82% sull’export totale lattiero-caseario.
Cogefim condivide l’opinione del Direttore dell’Area Agroalimentare di Nomisma, Denis Pantini che parlando dei volumi conquistati dal settore dichiara che “con una variazione superiore al 7% intercorsa tra il 2015 e il 2016, i formaggi italiani mostrano un trend di crescita superiore al totale delle esportazioni agroalimentari nazionali che nello stesso periodo si sono fermate ad un +3,5%”.
Grazie ad una quota pari al 10%, l’Italia conquista il quarto posto nella top ten degli esportatori mondiali, preceduta da Germania (14%), Olanda e Francia (12% entrambe); detiene inoltre la leadership di prezzo che è pari a 6,23 €/kg, contro 4,42 €/kg di Olanda e Francia, mentre il prodotto tedesco registra 2,81 €/kg.
Il made in Italy raggiunge non solo i mercati europei ed extra-europei – i prodotti caseari italiani vengono consumati in Francia, Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Giappone e Spagna – ma anche nuovi paesi che offrono grandi opportunità al settore: come Romania, Polonia, Norvegia, Svezia, Cina e Corea.
Fra i mercati emergenti quello più rappresentativo è quello asiatico: il mercato cinese, nonostante sia di piccole dimensioni, registra notevoli tassi di crescita, +118% nel periodo 2016-2013.

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