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L’art.57, comma 1 del dl n.50 dell’aprile 2017 estende a tutte le srl prerogative fin’ora appannaggio delle spa e delle società innovative.

Cogefim descrive di seguito quali sono gli aspetti innovativi introdotti dall’art.57, comma 1 del dl n.50 del 24 aprile 2017, soprannominato “manovra correttiva”.
L’articolo in questione ha determinato un netto ampliamento delle possibilità per le pmi costituite in forma di srl, alle quali vengono finalmente concesse tutte le prerogative fino ad allora riservate solo alle società per azioni e alle società innovative. Le srl (pmi) oggi possono infatti accedere al crowdfunding e ricorrere agli istituti tipici delle spa.
La definizione generica di pmi è: “qualunque società di capitali che non risulti grande”. Per averne una visione più chiara occorre capire nello specifico cosa è inteso per “grande”; i valori che determinano le grandezze sono 3: il numero degli occupati annui (sia che essi siano a tempo indeterminato sia che abbiano un contratto a tempo determinato non devono superare i 250); il totale dell’attivo patrimoniale (che deve essere inferiore a 43 milioni) e infine il fatturato annuo (che non deve essere maggiore di 50 milioni). La seconda e la terza misura indicate l’una l’alternativa dell’altra, nel senso che affinché un’impresa rientri nella categoria delle pmi non deve superare i 250 dipendenti e non deve superare uno dei due limiti di bilancio indicati al punto due e al punto tre.
Sono identificabili in 3 macro categorie le norme di deroga al diritto societario fin’ora valide solo per le spa ma che, con il dl 50/2017, sono diventate appannaggio anche delle pmi operanti in forma di srl¸ questi 3 argomenti sono : operazioni sulle quote; crowdfunding e categorie di quote.
Il primo punto, vede il dl 50/2017 porsi a come correzione dell’articolo 2474c.c, secondo cui le srl non possono o accettare in garanzia partecipazioni proprie ne tanto meno di accordare prestiti per il loro acquisto. Il motivo di tale restrizione era evitare l’estinzione per confusione dei ruoli di debitore e creditori causata dall’acquisizione di partecipazioni proprie da parte della società. Dal aprile 2017 questa limitazione non ha più effettiva applicazione.
Relativamente al crowdfunding, l’art.57 del dl n.50 consente finalmente anche alle pmi operanti in forma di srl di ottenere finanziamenti pubblici. Più nello specifico si è scelto di adottare il modello equity based, in base al quale il finanziatore ha la garanzia di partecipare al capitale sociale dell’impresa, diventandone socio. Tale riforma gioca a vantaggio anche delle banche e dello stato, perché stimola e incoraggia il finanziamento autonomo delle imprese che evitano di gravare appunto su banche e stato.
Infine il terzo punto, quello inerente alle categorie di quote è trattato dal decreto concernendo la possibilità che l’atto costitutivo della srl (pmi) possa produrre categorie di quote con diversi diritti (contrariamente a quanto previsto dall’articolo 2468, commi secondo e terzo c.c.). Questo implica che potrebbero crearsi: postergate nelle perdite; quote con partecipazione al capitale non proporzionale agli utili o alle perdite e privilegiate in sede di liquidazione.